Visualizzazione post con etichetta Gothic Metal. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Gothic Metal. Mostra tutti i post

sabato 22 maggio 2010

THY DISEASE – Anshur-Za

Mystic Production - 2009
Goth-pop-death metal
Da 1 a 10: Coraggiosi ma con riserva (7)
Articolo di: Michele Marinel

Pubblicato nel 2009 giunge sui lidi italici solo quest'anno il quinto studio album del combo polacco che si mostra in gran forma e che riesce a stupire grazie ad una miscela originale di generi che, sulla carta, dovrebbero fare a pugni l'uno con l'altro.

Essendo polacchi, manco fosse un tratto tipico della cultura popolare, i nostri suonano un violento death metal dal buon tasso tecnico, che prende le mosse dal verbo dei padri Morbid Angel, con quei riff lancinanti e pesantissimi, su cui si innestano qua e là melodie anche dal sapore mediorientale che portano i nostri in territori cari ai Nile ed ai connazionali Behemoth. Un assalto sonoro di tutto rispetto che viene spezzato da arrangiamenti goticheggianti, tastieroni e momenti melodici con inserti di voce pulita.
E proprio qua sta il problema. Se le parti propriamente death sono intense, elaborate e graffianti mentre il lato più gothic è intelligente e mai scontato, a tratti raffinato, le clean vocals lasciano molto a desiderare. Peccato perchè in coda all'album due cover ("Sinner In Me" dei Depeche Mode e "Frozen" di Madonna) mostrano da dove vengano i retaggi più morbidi della band. Connubio blasfemo viste le radici metalliche del combo? Forse si, ma il risultato e il coraggio della commistione non sono per niente da buttare, anzi.
"Anshur-Za" è un disco che scorre via in maniera piacevole, pesante ma allo stesso tempo fruibile, con variazioni che stupiscono e con un amalgama che funziona. Migliorate le voci pulite questo disco sarebbe ottimo.

Continua a leggere...

giovedì 20 maggio 2010

THE FORESHADOWING – Oionos

Cyclone Empire - 2010
Metal Gotico (boobs free)
Da 1 a 10: Che tristezza... e vai così! (8)
Articolo di: Michele Marinel



C'era una volta il gothic metal... poi sono arrivati i Theater Of Tragedy (che ancora ci stavano dentro) e da lì in poi è stato il deliro!
Per chi guarda con nostalgia uno dei lati più oscuri degli anni '90, scevro da caproni, boschi nordici e ammazzamenti vari, ma ricco di angosce e di afflato poetico, i The Foreshadowing sono la band giusta.

Il combo italico, composto da gente che milita ho a militato in band come Klimt 1918, Spiritual Front, Dope Star Inc. e How Like A Winter, ha debuttato nel 2007 per Candlelight e a 3 anni da quell'ottimo disco giunge il secondo lavoro, pubblicato questa volta dalla tedesca Cyclone Empire.
"Oionos" prosegue quanto iniziato con il suo predecessore, snocciolando 11 pezzi dal sapore polveroso e dall'incedere indolente. Qui ad essere gotica è l'atmosfera, assolutamente decadente e malinconica, un procedere a tentoni nella penombra. Tempi medi, con qualche accelerazione ma mai marcata, riff semplici ma non scontati, impreziositi da eleganti arrangiamenti.
Il combo riprende la nobile tradizione di quella che fu la scuola doom death inglese che poi evolse nel gothic propriamente detto (prima della degenerazione di cui sopra). Sono chiari i riferimenti ai prime mover del genere, così tra le note dell'album riecheggiano i primi Paradise Lost come gli Anathema antecedenti alla svolta rock, senza dimenticare i My Dying Bride con la loro vena disperata.

Continua a leggere...

domenica 18 aprile 2010

TRIPTYKON – Eparistera Daimones

Century Media - 2010
Avantgarde:Extreme:Genio
Da 1 a 10: (10)
Articolo di: Michele Marinel

Bisogna stare attenti con Thomas Gabriel Fisher, l'artista svizzero ci ha abituati a grandi balzi in avanti come fece ai tempi con i suoi (seppur rozzi) Hellhammer o con i primi grandissimi Celtic Frost, come a sonori capitomboli come con gli ultimi album della prima incarnazione della sua formazione più nota, a svarioni non indifferenti come quello a nome Apollyon Sun, e a grandi resurrezioni come accadde con il ritorno sulle scene dei Frost qualche anno fa.

Ora diciamocela tutta, chi non ha pensato che il nostro beniamino si fosse di nuovo sputtanato abbandonando di nuovo i CF e facendoli nuovamente naufragare nell'blio dopo un ritorno con i controcazzi con lo splendido "Monotheist". Al sottoscritto il dubbio era venuto e penso anche a voi.
Quando annunciò il ritorno sulle scene con una nuova band la speranza era tanta, la preoccupazione anche. Ora che ci ritroviamo in mano il primo vagito dei suoi nuovi Triptykon possiamo tirare un sospiro di sollievo: questo disco è una bomba!
Inutile stare qua a spiegarvi questo lavoro pezzo per pezzo, sarebbe svilente per un'opera del genere. Basti sapere che questo progetto musicale è realmente la prosecuzione della migliore tradizione celticfrostiana e anche qualcosa di più, una riesumazione di tutto ciò che è stato Fisher in musica, dagli Hellhammer in avanti, driblando le cazzate fatte in passato e portandosi dietro la propria eredità migliore, ma allo stesso tempo proiettandosi in avanti.
Indefinibile a livello stilistico "Eparistera Daimones" racchiude in se tutto ciò che è stato il metal estremo dai suoi albori ad oggi, nella sua veste più genuina. E' un lavoro gotico nel senso di oscuro ma anche per quella che potremmo definire una sorta di elevazione spirituale inversa, un inabissarsi nei meandri più profondi del malessere e dell'angoscia. E' black per il suo essere un monolite nero che si erge minaccioso sull'ascoltatore, una massa dalla superficie scabra che inghiotte ogni luce ed ogni speranza. E' death per la sua forza, per il suo impatto, per la capacità di travolgere quando si accelera. E' doom per il suo suono mastodontico e per il suo incedere pachidermico e funereo nei momenti in cui si rallenta. E' tutto questo e niente di tutto ciò perchè in realtà riconoscerete poco o nulla del black, del death o del gothic o del doom per come siete abituati ad intenderli, eppure ci sono, perchè in realtà è stato quest'uomo a inventarsi quasi tutto e a stravolgere i canoni da lui stesso imposti, forgiando quello che probabilmente è stato in assoluto il primo gruppo avantgarde della storia del metal e che nei Trypticon trova il suo prosieguo.
Un disco ai limiti della perfezione se avete lo stomaco e la capacità di affrontarlo dall'inizio alla fine (e non è poco), impreziosito da una confezione curatissima e dallo splendido artwork concesso dal grande Giger.
Più che un disco un'esperienza... che vi farà male. Soffrite!

Continua a leggere...

mercoledì 24 marzo 2010

THE 69 EYES – Back In Blood




Nuclear Blast – 2009
Gothic Rock (Ritorno in grande stile per i vampiri di Helsinki)

Da 1 a 10: Melodico, travolgente, azzeccato.(8)
Andrea “Psalm 69” Valeri


Chi vi scrive ha appoggiato la carriera dei cari vampiri fino a qualche album fa, quando cioè i nostri si erano impelagati in un gothic piacione che abbandonava i territori glam per approfondire i toni baritonali di Jyrki e accentuare le componenti romanticoidi del look.
Il risultato non era disprezzabile ma sembrava aver ceduto a regole di mercato nel periodo in cui gruppi come gli Him assurgevano al successo.
Con questo nuovo lavoro, (che già dal titolo rimanda ad un certo Back In Black…) si torna su territori in cui il gothic va a braccetto con un glam rock ruffiano, coinvolgente, immediato e di sicuro impatto.
Melodie sempre intraprendenti, ammiccanti, impregnate di un rock alcolico sempre pronto ad incendiare le folle con le sue movenze catchy.
Non ci sono cadute di tono o di stile. L’album scorre liscio nel lettore ed invoglia a più di un ascolto.
Se li amate, se avete apprezzato soprattutto i primi lavori, non potrete lasciarvelo scappare.
In edizione limitata (digibook) troviamo anche un video e l’intero live contenuto in Hollywood Kills.

Continua a leggere...

sabato 27 febbraio 2010

CORONATUS – Fabula Magna


Massacre - 2009
Gothickone lirico ma non solo...
Da 1 a 10: Dentro e fuori il solco dei grandi nomi (7)
Articolo di: Michele Marinel



Di solito non sono certo tenero con i gruppi gothic di questo tipo. Chitarroni pesanti e voci liriche di poppute female singer non sono quello che secondo me rappresenta davvero il gothic metal. Esistono però naturalmente le dovute eccezioni e i Coronatus sono una di queste, per quanto al primo approccio non si direbbe assolutamente.

Il terzo lavoro della band tedesca si presenta da subito in maniera solida e coinvolgente. Se l'impianto neo-gothicheggiante è quello che, aimè, impera nella scena da fin troppi anni, il combo tedesco si distingue dalla massa gorgheggiante per due motivi fondamentali. Innanzitutto ha ben due female singer, cosa che al sottoscritto puzzerebbe anche più del normale, ma tant'è, l'intreccio tra la voce della soprano Carmen Lorch e l'impatto più rockeggiante della singer Lisa Lasch regala una dinamica tutta particolare alla band, che si allontana così anche dalla tradizone del “La Bella e la Bestia” nata con i Theatre Of Tragedy.
La cosa più importante però è un altra: i pezzi sono vari, ben strutturati, con un bel tiro grazie ad un buon lavoro di composizione che, se nelle parti più canoniche risulta un po' scontato, sa riscattarsi in grintose accelerazioni, in svisate vicine al death thrash e ampie divagazioni folk.
Non siamo certo davanti ad un capolavorone di valore assoluto, ma comunque “Fabula Magna” si difende per la sua capacità di essere un album vigoroso, sfacciatamente metal (pur se ingentilito dal tocco femminile) e molto godibile. Davvero niente male!

Continua a leggere...

mercoledì 27 gennaio 2010

LUTHERION - Kosmogenesis




Trisol-2009
Gothic Metal (Il lupo perde il pelo…)
Da 1 a 10: Deludente per chi è rimasto ai tempi di “Death Chant”(5)
Andrea “Psalm 69” Valeri

Torna il buon Artaud e lo fa a risibile distanza dall’ultimo concerto dei suoi amati Garden Of Delight. Questo mi fa sorridere, poiché il nostro non è nuovo agli addii e ai ritorni improvvisi. Già nel 1997 diede alle stampe “Paradise”, sedicente ultimo lavoro dei GOD. Quindi fondò i Chaos God ma non avendo avuto successo, fece un passo indietro e lasciò risorgere i GOD.

Beh, spero per lui che non debba ripetere ancora l’esperienza, visto e considerato che i Lutherion (a partire dal nome) riprendono pedissequamente gli stilemi metal degli ultimi albums targati GOD.
Chitarre rocciose, voce gutturale mai troppo ispirata e sbalzi sperimentali a volte arguti ma mai adeguatamente approfonditi.
Metal rozzo, industrial sincopato, fraseggi elettronici non invadenti ma neanche eccessivamente ispirati.
Il riscatto giunge nelle battute finali, quando un dittico struggente costituito da “Winterland” e “Nebelthron”, non a caso i brani più lenti e malinconici della tracklist, arriva a dimostrarci che Artaud può anche comporre canzoni di maniera, ma efficaci e tormentate, senza ricorrere al metal dozzinale cui ci ha abituato negli ultimi tempi.

Continua a leggere...

martedì 15 dicembre 2009

MANDRAGORA SCREAM - Volturna



Lunatic Asylum Records - 2009
Gothic Metal
Da 1 a 10: 7/10
Articolo di: Maurizio Mazzarella

Rappresenta un gran bel passo in avanti per i Mandragora Scream questo nuovo album "Volurna", il quarto in studio partorito dalla band, che giunge sul mercato discografico a tre anni distanza dal precedente "Madhouse". La ricetta msuicale di Morgan Lacroix e compagni, è ormai ampiamente nota e nel

complesso è rimasta immutata, i Mandragora Scream assestano le proprie radici tra il gothic ed il dark metal, rendendo particolarmente fruibile il proprio stile. "Volturna" nella sua totalità, prosegue sulla scia tracciata dalla band sin dai tempi dei propri esordi, ma a differenza del passato, c'è un'evoluzione evidente verso un sound più moderno ed all'avanguardia, con un uso smisurato di suoni sintetici come i Kovenant di "Animatronic", ma che comunque non stanura l'essenza di un gruppo capace di evolversi con coerenza. I brani sono particolarmente morbidi, la componente heavy viene ponderatamente messa da parte a favore di sonorità più accessibili, ma questo non vuol dire che "Volturna" sia un insieme di canzoni eccessiamente commerciali, anzi, si dimostra un prodotto assolutamente succulento per i palati fini che adorano questo settore musicale. Il disco gode di una produzione impeccabile, il suono è pulito e le varie canzoni scorrono in modo fluido e dinamico, ma la cosa che più è capace di sbalordire l'ascoltatore, è la cura minuziosa degli arrangiamenti, dove anche il più piccolo dettaglio è studiato in modo maniacale. "Volturna" è un lavoro maturo, che conferma la fortissima personalità della band, con pezzi intensi, ispirati, capaci di sedurre ed ipnotizzare, coinvolgere ed avvolgere nel proprio abbraccio sonoro. Ci sono momenti complessi, ma comunque molto semplici d'assimilare, in un album che analizzato nelle propria completezza, gode di un impatto immediato, perché "Volturna" piace sin dal primo ascolto. I Mandragora Scream hanno talento, spessore tecnico e forti abilità compositive, componenti che possono consentire a questa band di spiccare il volo e raggiungere consensi molto ampi. Bravi Mandragora Scream, il futuro è vostro.

Continua a leggere...