Hopeless - 2009
Da 1 a 10: neutro (6)
Articolo di: cece Che ci crediate o meno ho tardato appositamente a recensire questo secondo album dei tanto blasonati All Time Low, aspettando che si raffreddasse l'ambiente dopo il lancio di un singolo “bomba” come “Weightless”. Se a pochi giorni di distanza dal grande botto, il mondo dei pop-punk kidz si era a dir poco incendiato, attribuendo titoli onorifici a destra e a manca come: “perla” power-pop o miglior canzone dell'anno, ancora oggi posso affermare che questa grande incandescenza non si è affievolita più di tanto. Certo il quartetto del Maryland, grazie anche al successo tra le ragazzine del leader Alex William Gashkart, è come non mai sulla cresta dell'onda oltre che sulle copertine di tutte le riviste di musica e gossip, ma può bastare un buon singolo sommato a qualche foto modaiola/sbruffona per far scalare a “Nothing Personal” tutte le classifiche di gradimento? La risposta è sì. Sono contentissimo per la Hopeless Records ma l'intero disco, a dispetto di quanto si vociferava prima della sua uscita, seppur iperprodotto, registrato e confezionato coi fiocchi, è innegabilmente immaturo e fin troppo superficiale. Forse le aspettative dopo l'ottimo esordio erano alte e l'esigenza discografica di far partorire subito la gallina dalle uova d'oro ha messo troppa fretta agli All Time Low, fatto sta che, senza “Niente Di Personale” verso di loro, questo passo indietro rispetto al passato rasenta appena la sufficienza. Grazie comunque per il bel singolo!
mercoledì 3 febbraio 2010
ALL TIME LOW - Nothing Personal
lunedì 23 novembre 2009
SING IT LOUD - Come Around
Epitaph - 2008
Pop-Punk (trallallà)
Da 1 a 10: Easy Listening (6)
Quando a fine 2008 lessi la notizia che la Epitaph Records arruolò tra le sue fila una pop-punk band, subito mi fiondai nella loro pagina myspace per sbirciare e capire chi fossero di preciso i Sing It Loud e, nonostante il piccolo inconveniente che per ascoltare qualcosa del loro repertorio bisognasse aspettare qualche settimana (erano presenti solo alcune demo), compresi subito, dal layout, dai vari loghi e soprattutto dalle foto del gruppo, ciò che questo quintetto del Minnesota aveva in serbo per noi.
Colori sgargianti, scritte a caratteri cubitali, fluorescenti e rotondeggianti contornavano le foto patinate di cinque teen-agers con tutti i cliché del momento: dal capellone belloccio alla voce, al tastierista di colore con occhiale fashion (vedi Plain White T’s e Huston Calls). Attivi solo dal 2007 e con appena una decina di show alle spalle, nemmeno a loro pareva vero di poter realizzare un album con l’aiuto del produttore-chitarrista dei Motion City Soundtrack Josh Cain e con Mark Trombino in fase di mixaggio; l’esito di questa operazione, battezzata “Come Around” viene alla luce nel settembre del 2008 e risulta essere, come da copione, una spensierata e poppeggiante collana di canzoni ultra-catchy e di facile apprendimento. Il disco si lascia ascoltare piacevolmente donando, senza troppe pretese, una ricca dose di ritornelli power-pop di quelli impossibili da cancellare dai ricordi (su tutte la titled track “Come Around”), di immancabili coretti melodici e con l’aggiunta dell’inserto vocale di Alex Gaskarth degli All Time Low in “No One Can Touch Us”. A mio parere “Come Around” è un album da apprezzare soprattutto per la sua simpatia e per la produzione più che discreta, si consiglia inoltre di resistere fino ad almeno fine maggio per poterne sfruttare in pieno le caratteristiche.