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martedì 11 maggio 2010

STORMZONE - Death Dealer

SPV - 2010
Heavy Metal

Da 1 a 10: 8/10
Articolo di: Maurizio Mazzarella

Attivi dal 2005 e provenienti dalla Gran Bretagna, gli Stormzone giungono con questo nuovo "Death Dealer", edito per la SPV, alla pubblicazione del loro secondo lavoro in studio, facendo ritorno sul mercato discografico a due anni di distanza dal disco d'esordio "Caught In Act". Musicalmente siamo nel campo dell'heavy metal e qui non ci sono equivoci, ne mai si va fuori binario. Gli Stormzone tributano il meglio della N.W.O.B.H.M. e lo fanno in ogni nota di "Death Dealer" e per tutta la durata dell'album. E lo fanno anche in modo meraviglioso.

C'è molto degli Iron Maiden, lo si sente in ogni assolo ed in ogni cavalcata di chitarra. C'è molto di un grandissimo album come "The Number Of The Beast" ed a volte si odono echi dei grandi classici della Vergine di Ferro, in particolare di quelle splendide perle musicali dal titolo "Heaven Can Wait" ed "Hallowed Be Thy Name". Far rivivere le emozioni che donano brani di questo tipo non è facile, eppure gli Stormzone riescono in questa impresa. Ma non c'è solo l'influenza degli Iron Maiden in "Death Dealer", c'è anche quella dei Saxon, come quelle dei Samson e dei Judas Priest. Attenzione però, non stiamo parlando di una band che clona altre formazioni, ma di un gruppo che s molto bene quello che vuole e lo ottiene con grande personalità, manifestando un'identità molto precisa. Fracamente "Death Dealer" è un disco che dona entusiasmo, che trascina, che coinvolge e che seduce anche in un certo senso. Da un punto di vista prettamente tencico, il livello di "Death Dealer" è molto elevato, soprattutto per quanto riguarda il lavoro delle chitarre, ma anche da punto di vista compositivo siamo di fronte ad un prodotto di grande qualità. "Death Dealer" è doato di brani versatili e dall'impatto molto forte, dalla presa facile e dalla portata notevole, è impossibile non apprezzare un disco di questo tipo. Chi lo fa è solo un superficiale. Anche la produzione è molto buona, "Death Dealer" giova si un suono molto moderno ed attuale, un aspetto che gli dona ulteriore lustro e qualità. Gran bel disco, gli amanti di queste sonorità farebbro bene a farci un bel pensierino.


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lunedì 1 marzo 2010

DISDAIN - Leave This World



Scarlet Records - 2010
Heavy Metal dalle multi sfaccettature
Da 1 a 10: 7/10
Articolo di: Maurizio Mazzarella

Introduzione
I Disdain vengono dalla Svezia, sono nati nel 1998, ma dopo una serie di demo ed EP, giungono solo ora al debutto ufficiale sul mercato discografico per merito della nostrata Scarlet Records, con questo pregevolissimo "Leave This World". Musicalmente definire lo stile dei Disdain potrebbe risultare semplicissimo, come estremamente complicato allo stesso tempo.

Resto del post
Dare una definizione ben precisa al loro sound è assolutamente un'utopia, potrebbe bastare solo la definizione "heavy metal", ma non renderebbe onore alle tante influenze che rendono variopinta ed appetitosa la proposta musicale del gruppo scandinavo. Oltre agli elementi tradizionali, anche scontati in un certo senso, ci sono tracce di Metallica, come anche di Iced Earth, Iron Maiden, Nocturnal Rites ed addirittura Dark Tranquillity ed In Flames. Ne viene fuori un disco a dir poco eccellente, dinamico ed intenso, fatto di momenti veloci ed ipnotizzanti, assoli taglienti e seducenti, una sezione ritmica che picchia duro senza sosta e linee melodiche da brividi. "Leave This World" è un disco che scorre fluido senza sosta senza mai annoiare, con pezzi dall'impatto molto forte e dalla portata notevole, colmi di contenuti tecnici e di atmosfere avvolgenti disegnate da splendide tastiere. Ottima la produzione, moderna, attuale ed all'avanguardia. Nella musica dei Disdain c'è tanta, tanta qualità ed è una musica che ha sostanza, facile d'assimilare e da far propria nell'immediato senza un numero eccessivo di ascolti. Questo è in un certo senso l'heavy metal del nuovo millennio ed i Disdain hanno il merito di anticipare i tempi. Ci sono alcuni meccanismi da oleare, ma gli ingranaggi nel complesso si muovono in modo ampiamente agevole e questi sono i presupposti essenziali che consentiranno ai Disdain di diventare grandi!

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lunedì 25 gennaio 2010

THE GATES OF SLUMBER - Hymns Of Blood And Thunder



Rise Above - 2009
Heavy Metal
Da 1 a 10: 7,5/10
Articolo di: Salvatore Mazzarella

Introduzione
The Gates Of Slumber sono un power trio statunitense, di Indianapolis per la precisione e Hymns è il loro quarto lavoro che esce per la Metal Blade in America e per la prima volta su Rise Above in Europa. Manowar meets Paul Chain!!! Con un comune denominatore che si chiama Black Sabbath Dio-era e con una spruzzata di Saint Vitus,epic doom 100% !!!

Resto del post
E potremmo chiudere la recensione qui. Ma forse ritenete doverosa una spiegazione: allora i Manowar li sentite nelle ritmiche, in particolare nelle parti cadenzate, d’altro canto già la copertina ed il titolo vi danno tutte le avvisaglie del caso…I Saint Vitus li sentite perché sempre di doom si tratta e le vocals sono esasperatamente (e disperatamente) declamatorie…I Black Sabbath ci vanno comunque perché le basi di cotanta meraviglia metallica si trovano tutte in Heaven & Hell e The Mob Rules…E Paul Chain ? Bè, ascoltate i fraseggi della chitarra solista e se conoscete qualcosa della produzione del chitarrista pesarese mi darete ragione, e l’ipotesi appena fatta non è del tutto avventata perché Karl Simon (voce, chitarra e leadership) nelle interviste ha mostrato di conoscere bene la scena epic doom del nostro paese (gruppi come Doomsword,Thunderstorm) e la Rise Above è l’etichetta di Lee Dorrian che come sapete ha un debole per l’artista nostrano.Comunque quello che abbiamo tra le mani è davvero un bel disco dove tutti i brani si fanno ascoltare con piacere: grande apertura con Chaos Calling…da headbanging profondo doom con Beneath The Eyes Of Mars, lunghissimo il viaggio tra le pieghe della cupa ma bellissima Descent Into Madness, il tutto per una produzione dai gusti retrò ma dannatamente potente…Serve altro ?

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sabato 23 gennaio 2010

DEATH SS - Back From The Grave



Intervista a: Steve Sylvester (vampiro, cantante, leader carismatico, grande vecchio del metallo italiano)
Articolo di: Michele Marinel

Sorvolo su qualunque forma di presentazione per una band semplicemente fondamentale per il panorama metallico italiano. Se non conoscete il combo pesaro-fiorentino vi consiglio caldamente di cospargervi di benzina, accendervi una paglia e poi (se ci riuscite) andare a documentarvi per colmare questa imperdonabile lacuna con la quale non si riesce a capire come abbiate potuto convivere fino ad oggi.
Detto questo avevamo lasciato Steve Sylvester e soci con un album apparentemente conclusivo, quel "7th Seal" che proprio le parole del leader della band ci aveva lasciato intendere come possible sigillo finale della carriera del gruppo. Le defezioni di alcuni membri ormai storici come Emil Bandera e Oleg Smirnoff lasciavano temere il peggio e invece l'inossidabile vampiro del metal italiano ha immesso nuove energie nella sua creatura e a sorpresa ha pubblicato un live pieno di amarcord ma che, allo stesso tempo, lascia qualche speranza per il futuro.
Introduzione

Ciao Steve, innanzitutto lasciami dire che è un piacere tornare a sapere che sei in attività. Ci avevi lasciati, all'indomani della pubblicazione di "The 7th Seal" con un grosso interrogativo riguardo al prosieguo dei Death SS. Cos'è successo in questo periodo?

All'indomani dell'uscita di "7th Seal" e dopo le due date da headliners all'Italian Gods of Metal e all'Headbangers Open Air tedesco, ho deciso di prendere una "pausa sabbatica" a tempo indeterminato. Dopo 30 anni il gruppo ha concluso un preciso ciclo vitale ed è giunto il momento di fermarsi per riordinare le idee. Ciò non significa necessariamente la fine dei DEATH SS: siamo sempre pronti a tornare sulle scene se e quando ci saranno le giuste combinazioni materiali e spirituali per farlo... Nel frattempo comunque non sono rimasto con le mani in mano. Mi sono dedicato al mio lavoro di grafico realizzando prodotti particolari per la Earmark e altre etichette, ho partecipato come attore ad un paio di film e alla fiction "L'ispettore Coliandro", ho scritto alcune colonne sonore e registrato due dischi (attualmente in fase di mixaggio) con due nuove band , gli Opus Dei e i Sancta Sanctotum... Come vedi sono sempre in frenetica attività!

Rispetto alla formazione che ha suonato nell'ultimo album oggi la line up della band è completamente rivoluzionata. Puoi riassumere per i nostri lettori come sono avvenuti (e perchè) gli split con gli ex componenti, in particolare con Emil Bandera e Oleg Smirnoff che militavano nella band fin dal suo ritorno sulle scene con "Do What Thou Wilt"?Com'è avvenuta la scelta dei nuovi componenti? E come mai hai scelto di tornare alla formazione a sei elementi che richiama alla memoria proprio il periodo di "DWTW"?

Oleg se ne andò dalla band perchè prese la decisione di staccarsi dalla musica per dedicarsi interamente ad un lavoro più sicuro e redditizio. Ovviamente non ho mai condiviso questa sua scelta, anche perchè era dotato di autentico talento, ma comunque non potei far altro che accettare la sua volontà. Fortunatamente nel frattempo si rese disponibile Freddy Delirio che aveva già militato nella band nel periodo 1995/96 e con lui si trattò quindi di una rimpatriata tra amici. Stessa cosa con Ross Lukather che è rientrato nella band sostituendo il dimissionario Dave Simeone con il quale avevamo invece avuto alcune divergenze professionali... Discorso a parte riguardo Emil Bandera che dopo più di 10 anni di militanza nella band stava sempre più accusando uno stato di "fermo creativo" e di mancanza di stimoli che ci ha portato ad una reciproca ed amichevole separazione. A quel punto decisi di accontentare la maggioranza dei nostri fans che da tempo chiedevano un ritorno alla formazione a due chitarre, sicuramente più di impatto in sede live. Così, dopo molte audizioni, sono entrati in formazione Francis Thorn e Al DeNoble, due ragazzi tecnicamente bravissimi e fantastici anche sul piano umano.

In termini umani ed artistici cos'hanno comportato questi cambiamenti e cosa comporteranno per i Death SS nel prossimo futuro?

In termini tecnici/artistici penso che questa line-up sia probabilmente la migliore che i DEATH SS abbiano mai avuto e anche sul piano umano c'è veramente un clima di grande stima ed amicizia tra tutti noi. Questo mi lascia ben sperare per un futuro ritorno dei DEATH SS...

Avete pubblicato un nuovo live album, registrato e filmato all'Italian Gods Of Metal dell'anno scorso. Com'è nata quest'idea?

L'idea di fare uscire una testimonianza della nostra esibizione come headliners all'Italian Gods of Metal scorso è nata principalmente dai fans che seguono il forum del nostro sito internet ufficiale. Avevamo già le registrazioni audio dal banco, che andavano solo selezionate e mixate. Non avevamo però le riprese video. Per questo abbiamo messo degli annunci proprio sul forum dei DEATH SS invitando tutti coloro che avevano fatto delle riprese bootleg della serata a inviarci il loro materiale. Alla fine abbiamo scelto e montato le riprese migliori che ci sono pervenute, dando la precedenza nella scaletta, alle canzoni che non avevano mai trovato precedentemente spazio in altri nostri DVD o CD live...

Il DVD/Disco è pubblicato dalla Live Global, della Live In Italy quindi sostanzialmente il live è prodotto dalla stessa società che ha organizzato il concerto. Questo tipo di operazione è già stata tentata all'estero, penso ai live tratti dal Roadburn, credi che sia un buon modo per legare gli eventi dal vivo al mercato discografico? Che tu sappia ci sono altri progetti simili in cantiere?

La Live sta iniziando da poco a cimentarsi anche nel mercato discografico e quindi questa proposta di ufficializzare su supporto ottico l'evento da loro patrocinato (seppure per una tiratura limitata di sole 2000 copie) è stata accolta con entusiasmo. Non so se la cosa avrà seguito o meno ma sono convinto che, soprattutto se il prodotto verrà venduto ad un prezzo molto ragionevole, si tratti di una buona idea sia per le band che per i fans.

Quel live in particolare riportava in scena tutto il repertorio classico della band, sia in termini musicali che scenografici. Questo periodico ritorno alle radici (era successo anche per il "God Of The Withces" tour) è funzionale alle vostre successive evoluzioni? Non hai mai sentito questa cosa un po' come una sconfitta del tuo percorso evolutivo?

No, perchè si tratta comunque di cose che fanno parte della nostra storia e del nostro bagaglio culturale.
Vista l'importanza delle show, abbiamo prima sondato a campione i fans che seguono i nostri siti internet per sapere da loro quali canzoni avrebbero gradito maggiormente ascoltare (e vedere). Ovviamente il repertorio classico.


Venendo proprio alle possibili evoluzioni: che progetti ci sono in casa Death SS? E per lo Steve Sylvester solista? Ci saranno mai nuovi dischi?

Per quanto riguarda i DEATH SS, come ti ho già accennato prima, al momento non ci sono progetti precisi. Anche come Steve Sylvester solista al momento non ho in programma di dare un seguito a "Mad Messiah". Comunque sono al lavoro su altre due formazioni che mi vedono protagonista, e ben presto potrai ascoltare nuove cose che mi riguardano anche se saranno piuttosto diverse dalle mie passate produzioni ....

Tralasciando per un momento la musica, com'è nata la collaborazione con i Manetti Bros che hanno utilizzato alcuni pezzi, vecchi e nuovi, dei Death SS per la colonna sonora della seconda serie de "L'Ispettore Coliandro"? Tu cosa ne pensi dell'utilizzo della tua musica in un contesto estetico così diverso da quello consueto per te e per la tua band? La serie ti è piaciuta?

Tempo fa venni contattato tramite il mio myspace da Marco Manetti che si dichiarò fan della band. La cosa mi fece molto piacere perchè avevo già avuto modo di vedere alcuni lavori dei Manetti Bros, ed ero rimasto colpito dalla loro carica ironica e fuori degli schemi. Ne nacque un'amicizia epistolare in seguito alla quale entrambi scoprimmo di avere in pratica le stesse radici culturale legate al cinema e ai fumetti "trash" italiani degli anni ‘70. La cosa portò ad una collaborazione e a partire dalla seconda stagione, tutte le puntate della loro fiction "L'ispettore Coliandro" avrebbe avuto al suo interno una o più canzoni dei DEATH SS. Visto poi il successo della serie stiamo tuttora continuando questa piacevole cooperazione.
Sono molto contento della cosa e non credo che il contesto sia poi così estraneo alle radici culturali della band. La serie scritta da Lucarelli è in alcuni versi molto estrema e fuori dell'ordinario e questo sicuramente ci accomuna....


Di recente è stato pubblicato un trailer del film "The Devil's Graal" in cui sei sia attore che curatore della colonna sonora, puoi darci qualche anticipazione riguardo a questo nuovo progetto?

E' un progetto nato dalla mia collaborazione con altri musicisti come Culto Prietsu (ex Mayhem) e Tsade (Guru of Darkness) e lo staff della Extreme Video. Al momento il film non è ancora terminato perché stiamo cercando ulteriori finanziamenti per poterlo completare degnamente. La sceneggiatura l'ho curata personalmente assieme al mio amico Antonio Bruschini, che ha già lavorato con Pupi Avati e Dario Argento. Non ti posso ancora svelare nulla sulla trama. Per il momento ti devi accontentare del promo che circola da qualche tempo sul web. Spero di poterlo far uscire entro la fine del 2010.



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martedì 12 gennaio 2010

MANOWAR - Hell On Earth V



Magic Circle - 2009
Metallo Con Le Mutande di Pelliccia!!!
Da 1 a 10: L'ennessima doppia mutandata di pelliccia... (6)
Articolo di: Michele Marinel

Cosa si può dire del quinto capitolo della saga Hell On Earth dei Manowar che non sia già stata detta le quattro volte precedenti? A occhio e croce direi nulla perciò sintetizzo il giudizio che spiegherò più avanti: si tratta di un doppio DVD tanto ben fatto quanto assolutamente inutile!

Un veloce commento tecnico:
come sempre dal punto di vista tecnico un prodotto confezionato dai Manowar ha ben poco di criticabile. Il doppio DVD in questione si concentra sugli ultimi 5 anni di carriera dei quattro newyorkesi, con riprese live da diversi paesi visitati dal "Death To The Infidels Tour". Bellissime riprese dello show turco, in un'ambientazione a dir poco suggestiva. Ottime le scene con figuranti in costume. Più che buona la resa sonora, anche se calante in qualche punto. Insomma niente da dire. Riporto di seguito i contenuti dei due DVD per chi fosse interessato.

DVD 1

1. Introduction
2. Loki God Of Fire - Opening Sequence
3. Hand Of Doom - Norway 2009
4. Die For Metal - Germany 2007
5. Turkey
6. Hail And Kill - Turkey 2005
7. Spain 2005
8. Sleipnir - Spain 2009
9. North America 2005
10. Thunder In The Sky - Magic Circle Festival III, Germany 2009
11. MANOWAR Rehearsal, Fans And Beer
12. Mountains - Germany 2007
13. Call To Arms - Finland 2009
14. Gloves Of Metal - Germany 2007
15. Greece 2007
16. Let The Gods Decide - Russia/Germany 2009
17. Czech Republic 2005 - 2007
18. The Ascension - Czech Republic 2005
19. Kings Of Kings - Czech Republic 2005
20. Germany 2007 - 2009
21. God Or Man - Magic Circle Festival III, Germany 2009
22. Father - Magic Circle Festival III, Germany 2009
23. Loki God Of Fire - Romania 2009
24. Demons, Dragons And Warriors Tour Documentary 2007
25. Sons Of Odin - Germany 2007
26. Glory, Majesty, Unity - Germany 2007
27. Gods Of War - Germany 2007
28. Army Of The Dead Part II - Germany 2007
29. Odin - Germany 2007
30. Hymn Of The Immortal Warrior - Germany 2007
31. End Credits
32. Immeasurable Punishment (bonus - after credits)


DVD2

33. Die For Metal Music Video
34. The Crown And The Ring - France 2009
35. The Ascension Orchestral Rehearsal - Czech Republic 2005
36. Gods Of War Album Documentary
37. Bulgarian Building
38. MANOWAR Cafe
39. Asgard Saga Documentary
40. Father Documentary
41. Highlights From The Death To Infidels Tour 2009
42. Magic Circle Festival III Documentary
43. Metal Moments


Un veloce commento sui contenuti :
Come sempre i DVD sono ricchi di materiale: interviste, video, siparietti a base di dichiarazioni di fedeltà da parte dei fan e tette al vento da parte delle fan, discorsi di Joey DeMaio sull'importanza di essere true e quant'altro... insomma, gira che ti rigira le cose sono più o meno sempre quelle. La nota positiva è che in questo doppio DVD potete trovare le esecuzioni live dei brani dell'ultimo full lenght "Gods Of War" e del recentissimo mini "Thunder In The Sky". Un punto che sarebbe a favore dell'opera, che non si limita a riproporre per l'ennesima volta una carrellata di classici, ma che diviene anche un suo punto debole visto che, diciamocelo, nè il disco nè il mini in questione sono dei capolavori, anzi! Mettiamoci anche che dal punto di vista delle esecuzioni live i nostri iniziano a risentire dell'età. Eric Adams non ha più la voce di un tempo, per quanto riesca ancora a sorprendere in certi passaggi, DeMaio invece sembra interessarsi sempre di più alle pose da messia del metallo più che al suo ruolo di drummer. Carl Logan è un ottimo chitarrista, niente da dire, ma è impersonale. Interessante invece la prova dietro le pelli di Donnie Hamzik, già drummer della band tra l'ottantuno e l'ottantatrè, riscoperto per sostituire Scott Columbus in sede live.

Un veloce commento sul valore dell'opera:
Negli ultimi 15 anni i Manowar hanno pubblicato 9 live (tra CD e DVD) a fronte di 3 studio album di qualità al quanto discutibile. Ora se qualcuno dubitasse del fatto che i paladini del vero metallo siano interessati soprattutto al metallo sonante proveniente dalle tasche dei loro fan questi numeri dovrebbero mettere la pulce nell'orecchio. Le conclusioni traetele da voi.

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lunedì 4 gennaio 2010

SAATTUE - Vuoroveri




Spikefarm - 2009
Metal (e basta)
Da 1 a 10: 6 (d'incoraggiamento)
Articolo di: Martina d'Errico

I finlandesi Saattue tornano con un secondo cd a distanza di un anno dal debutto, proponendoci 8 pezzi di metal granitico, moderno ma in un certo senso "classico". La traccia di apertura, nonchè primo singolo estratto, "Vapahtaja", ospita fra l'altro Alexi Laiho (dei Children Of Bodom, come tutti saprete) alla chitarra, Pasi Koskinen degli Ajattara ai cori e Aapo Romu dei Vanguard al violino

I pezzi sono tutti molto corposi e con la loro durata (il più corto 5 minuti) piaceranno a chi ama canzoni lunghe piene di evoluzioni e con le chitarre che la fanno da protagoniste. "Born Out Of Sin" è un pezzo più delicato, cantato da una voce femminile che gli dona un'atmosfera sognante e vagamente romantica, mentre per il resto i pezzi si muovono sempre sullo stile metal "duro e puro", con ritmiche possenti e suoni corposi. Purtroppo alla lunga la miscela è la solita, anche se eseguita ottimamente sia per quanto riguarda gli strumenti, che la voce e la produzione, pulita e ordinata. Tuttavia è difficile riuscire a imprimersi in mente questo o quell'altro brano, poichè sono tutti molto simili tra loro e i testi in finlandese non aiutano a renderli di più facile presa per l'ascoltatore. Inoltre, gli ultimi due pezzi durano la bellezza di 9 minuti, il che li rende veramente dispersivi data appunto la mancanza di una particolarità che faccia venire voglia di risentirli.Le capacità ci sono, ma vanno tirate fuori.

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mercoledì 2 dicembre 2009

LOADSTAR - Calls from the Outer Space



UK Division Records - 2009
heavy/speed metal
Da 1 a 10: l'essenza degli Iron Maiden (8/10)
Articolo di: Maurizio Mazzarella

E giunse il momento dell'esordio. Vengono dalla Campania questi Loadstar, più precisamente dalla città di Napoli e sono attivi per l'esattezza dal 1985. Dopo aver pubblicato ben cinque demo, ecco arrivare sul mercato discografico il loro primo vero album, ovvero questo eccellente "Calls from the Outer Space". Ascoltando il disco, la prima cosa che viene alla mente è il perché una band di così tanto talento sia riuscita ad esordire solo adesso. Misteri di un mercato discografico che non finiesce mai di stupire in negativo, perché i Loadstar nonostate questo sia il loro primo disco, hanno sfornato una autentico capolavoro. Siamo nel campo dell'heavy/speed metal, dove la band campana mostra diversi punti in comune con i migliori Iron Maiden, evidenziando la forta influenza della band di Steve Harris sia dai primi lavori con Paul Di Anno, passando per i classici con Bruce Dickinson, la cui impronta in questo caso è molto forte, fino a giungere ai lavori più recenti, dove è negli strumentali più complessi che ne viene fuori un magnifico parallelismo. Attenzione però, qui non stiamo parlando di una band clone degli Iron Maiden, perché i Loadstar mostrano una fortissima personalità, una notevole preparazione tecnica ed uno spessore artistico di notevole livello. Questa band è completamente padrona dei propri impeccabili componimenti, che attraversano in modo efficace tutto l'heavy metal degli anni ottanta, spaziando anche verso territori più thrash, echeggiando i migliori Metallica, quelli di "Master Of Puppets" o "Ride The Lighting" per intenderci, oppure i Megadeth più complessi ed incisivi, ovvero quelli di "Rust In Peace". Siamo di fronte quindi ad un disco ben risuscito, che giova di una pregevole produzione che dona ai singoli pezzi un suono molto attuale e che gode di un impatto molto forte, rendendo tutto il disco facile d'assimilare anche ad un primo ascolto a prescidere dai tanti preziosismi tecnici presenti. "Calls from the Outer Space" scorre in modo fluido e dinamico e si lascia apprezzare dalla prima all'ultima nota e conseguentemente, se amate queste sonorità, non potete lasciarvi scappare questo disco assolutamente eccellente.



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